giovedì 30 luglio 2009

Il consulente filosofico

Se proprio non ce la fai a resistere senza una professione, con la tua laurea in filosofia in tasca, che comunque puoi anche millantare, puoi dire agli amici al bar che sei un consulente filosofico.
Ti scambieranno per uno psicologo, uno psichiatra, uno psicoterapeuta o una psicanalista.
Naturalmente nessuno al bar conosce la differenza tra queste diverse (losche) figure, quindi intenderanno dire uno che cura i matti, più o meno.
Tu a quel punto ti altereari un pelo, assumerai un tono saccente e tenterai di chiarire il fatto che con la filosofia non si cura.
E allora a che cazzo serve, ti domanderanno al bar.
Così ti cimenterai in una serie di arrampicate su specchio, ti imbarcherai in spiegazioni inascoltabili, tirerai in ballo la visione del mondo, la relazione d'aiuto, l'importanza della filosofia.
Ma alla fine, stremato ed agevolato dalle birre bevute, ammetterai che ciò che fai non serve a nulla, però ti puoi far pagare come un medico, pensando fra te e te che, ok, non serve a niente, ma almeno non fa danni...

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